Il Giovinetto di Mozia è una statua in marmo, 450 a.C.-440 a.C., conservata al Museo Whithaker, Mozia (Marsala).
La statua raffigura una figura maschile panneggiata, forse una auriga, e fu probabilmente portata nell'isola di Mozia dai Cartaginesi dopo che ebbero saccheggiato Selinunte nel 409 a.C.
Molti studiosi pensano potesse raffigurare un giovane alla guida di un cocchio, le altre ipotesi ritengono potesse essere un dio (in particolare Mlkart/Ercole) o un magistrato punico (suffeta) a giudicare dalla posizione delle braccia (già perse al momento del ritrovamento).
Il braccio destro è sollevato (forse a brandire un frustino nell'ipotesi dell'auriga), ed il destro appoggiato sul fianco, dove ancora si vedono i resti della mano.
L'efebo indossa una leggera tunica e sfoggia uno sguardo fiero, che arricchiscono il fisico atletico e prestante.

L'Efebo di Mozia è una statua in marmo, 450 a.C.-440 a.C., conservata al Museo Whithaker, Mozia (Marsala).

La statua raffigura una figura maschile panneggiata, forse una auriga, e fu probabilmente portata nell'isola di Mozia dai Cartaginesi dopo che ebbero saccheggiato Selinunte nel 409 a.C.

Molti studiosi pensano potesse raffigurare un giovane alla guida di un cocchio, le altre ipotesi ritengono potesse essere un dio (in particolare Mlkart/Ercole) o un magistrato punico (suffeta) a giudicare dalla posizione delle braccia (già perse al momento del ritrovamento).

Il braccio destro è sollevato (forse a brandire un frustino nell'ipotesi dell'auriga), ed il destro appoggiato sul fianco, dove ancora si vedono i resti della mano.

L'efebo indossa una leggera tunica e sfoggia uno sguardo fiero, che arricchiscono il fisico atletico e prestante.

 

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